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Cinquecento anni dalla presa di San Leo: le celebrazioni si legano alla vita artistica del pittore Giorgio Vasari

Attualità San Leo | 12:49 - 16 Settembre 2017 Cinquecento anni dalla presa di San Leo: le celebrazioni si legano alla vita artistica del pittore Giorgio Vasari

Domenica 17 settembre, dalle 15, un evento speciale a San Leo, presso la fortezza: un appuntamento organizzato per celebrare i 500 anni della presa di San Leo. L’iniziativa trae spunto dai suggestivi contenuti di uno storico testo a stampa intitolato “Ragionamenti del Signor Giorgio Vasari sopra le invenzioni da lui dipinte in Firenze nel Palazzo Vecchio” che, recentemente, in occasione dei 500 anni della nascita dell’artista (2011), è stato riproposto all’attenzione mondiale, anche grazie alle nuove tecnologie. La Fondazione Memofonte di Firenze, con un lavoro encomiabile, ha ordinato, interpretato, informatizzato testi storici e corrispondenze dell’artista, agevolando esponenzialmente la possibilità di conoscere, a beneficio di chiunque, un patrimonio culturale di immenso valore, rendendolo peraltro interattivo.

Inoltre, Google Arts and Culture, d’intesa con il MiBACT, ha interamente digitalizzato e reso disponibile online più opere; fra esse una delle copie più antiche dei “Ragionamenti” del Vasari, così The J. Paul Getty Museum, con l’edizione del 1588 (di cui possiede una delle rarissime copie). La digitalizzazione di questi ed altri documenti rende più facile la ricerca, ed ha consentito peraltro, di articolare e declinare questa iniziativa culturale, attingendo abbondantemente al pregevole patrimonio storico di San Leo.

I “Ragionamenti”

I Ragionamenti, rappresentano la memoria con cui il talentuoso artista aveva compiutamente descritto il ciclo di pitture, affreschi e decorazioni realizzate in Palazzo Vecchio (nei cosiddetti Quartieri Monumentali e Salone dei Cinquecento) ed è tuttora una straordinaria guida al Palazzo. Un testo che consente di riscoprire il filo logico e la lettura storica che sta alla base dei preziosi dipinti del palazzo fiorentino. Scritto in forma discorsiva, un dialogo serrato fra Giorgio Vasari e il futuro Granduca e figlio primogenito di Cosimo I, Francesco. E’ una descrizione minuziosa dei dipinti, l’ illustrazione sensazionale delle allegorie rappresentate, è la cronaca di fatti storici, l’espressione delle opinioni politiche dell’autore, l’esaltazione della casata Medicea in un continuo intrecciarsi con le figure principali della mitologia greca

La “Presa di San Leo”

Fra le gesta più importanti riconducibili alla casata Medicea vi è, a buon titolo, la cosiddetta “Presa di San Leo”, avvenuta il 17 settembre 1517 e resa immortale dal Vasari, grazie ad un enorme dipinto in Palazzo Vecchio, situato nella sala dedicata a Papa Leone X, ovvero Giovanni di Lorenzo de' Medici (Il Magnifico), realizzato nel 1560, come si evince dalle “Ricordanze”. Nei Ragionamenti, il Vasari dedica molte pagine all’assedio di San Leo, descrivendo l’aspetto geomorfologico, le tecniche di guerra, le gesta e i protagonisti della battaglia, evocando nel contempo aneddoti e retroscena, anche politici.

17.09.1517/ 17.09.2017 - La ricorrenza dei 500 anni

Come talvolta accade, malgrado tutto, sono gli anniversari e le ricorrenze a stimolare le Amministrazioni locali ad attivare significative iniziative volte a valorizzare i propri tesori culturali.

500 anni fa, avveniva un episodio storico così importante per la casata Medicea da meritare di essere immortalato per sempre nel luogo simbolo del loro potere, in Palazzo Vecchio. 500 anni dopo, è nostra intenzione, grazie al fondamentale contributo del Prof. Antonio Paolucci, stimatissimo “amico di San Leo”, rievocare le vicende storiche ed artistiche associate all’eclatante conquista. Grazie alla sua prolusione, sarà facile ed affascinante comprendere e contestualizzare l’evento storico, il dipinto del Vasari, i simboli, le allegorie, i protagonisti dell’assedio.

La bottega d’arte in Fortezza

Quale migliore celebrazione, se non ipotizzare una replica del maestoso dipinto, con appropriata qualità artistica, ripercorrendo la descrizione stessa dell’autore per poi allocarla nella medesima Fortezza protagonista dell’avvenimento?

A seguito di sopralluoghi effettuati a fine giugno in Palazzo Vecchio, è iniziata a San Leo la replica del dipinto, con la tecnica della pittura a olio, su supporto in tela di lino, nelle misure di cm 370 x cm 250, utilizzando la preparazione classica fiorentina e l’uso del famoso verdaccio.

Il 30 luglio è stato allestito l’atelier, montando il telaio e posizionando le attrezzature, dopo aver tirato la tela; ai primi di agosto i pennelli hanno incontrato il colore.

L’opera è quasi ultimata; si sta perfezionando nei particolari, nell’ultimo piano della residenza Ducale della Fortezza di San Leo (639 m. s.l.m). Nella sala antecedente al cosiddetto “puntone”, non esclusa dal tradizionale percorso di visita, è nata una esclusiva e suggestiva bottega d’arte, animata dal certosino lavoro di alcuni dei migliori allievi dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze, Mariia Shevchenko (Russia) e Bo Han (Cina) con il Docente di Pittura, prof. Pierpaolo Ramotto.

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