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Firma contratto con inganno, riminese pubblica su Facebook foto e nome del venditore: denunciato per diffamazione

Cronaca Bellaria Igea Marina | 20:18 - 11 Settembre 2017 Firma contratto con inganno, riminese pubblica su Facebook foto e nome del venditore: denunciato per diffamazione

Un riminese di 55 anni è finito a processo per diffamazione, dopo aver pubblicato su Facebook la foto di un venditore di un'azienda fornitrice di servizi luce e gas, accusandolo di utilizzare metodi non limpidi per convincere i propri interlocutori a firmare contratti. I fatti sono avvenuti a Bellaria Igea Marina nel 2013: l'imputato, difeso dall'avvocato Dennis Gori, aveva ricevuto in casa un venditore all'epoca 23enne che, utilizzando un espediente comune a molti procacciatori di contratti, aveva suonato alla sua porta dicendo di essere sul posto per fare un controllo. Il suo obiettivo era invece fare firmare al 55enne un nuovo contratto di fornitura di servizi, riuscendo nel suo scopo. Quando però il venditore rilesse il contratto, il riminese si sentì raggirato e iniziò a discutere con il suo 'ospite', che alla fine decise di propria volontà di stracciare il contratto appena firmato. La vicenda ebbe però una coda polemica: sentiti i vicini, il 55enne si era reso conto che anche altri avevano avuto a che fare con lo scaltro venditore. Accusando il giovane di comportamenti non deontologici, il riminese decise di vendicarsi tramite i social network: avendo scattato una foto del suo tesserino, la pubblicò sulla propria pagina Facebook, accusandolo apertamente di utilizzare metodi truffaldini per ottenere le firme sui contratti. Un atto che gli è costato caro: denuncia per diffamazione. Il venditore ha infatti difeso la legittimità del proprio operato, sottolineando che la denuncia via social da parte del riminese aveva avuto come conseguenza la perdita di diversi contratti. Toccherà ora al giudice valutare se l'imputato abbia esercitato un diritto di critica, a fronte di un comportamento non cristallino della controparte, oppure se sia un comportamento che configuri pienamente un'offesa al decoro e all'onore del querelante.

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