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Moschee Rimini, diatriba infinita: Lega Nord, 'Comune di Rimini ignora pericolo terrorismo'

Attualità Rimini | 13:49 - 06 Settembre 2017 Moschee Rimini, diatriba infinita: Lega Nord, 'Comune di Rimini ignora pericolo terrorismo'

 
Il segretario romagnolo della Lega Nord non accetta le pesanti offese mosse dal Comune di Rimini nei suoi confronti e di quelli del Movimento e invita prima di tutto l’Amministrazione “a dare un nome e un volto a queste dichiarazioni. È chiaro che qualcuno nella Giunta Gnassi si intende meglio di chiunque altro di codice penale, di reati di natura religiosa o della possibilità di istituirli. Mi aspetto quindi da Gnassi come minimo una lectio magistralis su questo tema, sull’articolo 270-bis (che sono certo padroneggi al pari di certi principi del foro) e magari un assaggio di storia del medio oriente. Certo che fa specie sentir parlare di certi argomenti proprio il Comune di Rimini il cui Sindaco, oltretutto, è tra i protagonisti del drammatico crac Aeradria e sul quale ancora pendono vari reati di natura fallimentare”.


“In tutta l’arringa difensiva dell’Amministrazione riminese” – prosegue Morrone – “non ho trovato però alcun accenno o smentita sull’emergenza data dall’emersione di una rete terroristica composta da stranieri di religione islamica radicati in tutta la Romagna, sul monitoraggio da parte delle Forze dell’Ordine di Forlì Cesena di una serie di centri culturali islamici rivelatisi poi delle vere e proprie mosche abusive e, aggiungo, sull’altrettanto preoccupante inchiesta che ha portato alla scoperta di una Ravenna ai più ignota e definita da alcuni organi di stampa la ‘capitale dei foreign fighters’. Tutte notizie che di certo non ci rallegrano e purtroppo danno il senso e la natura del pericolo islam e della radicalizzazione, anche in Romagna, dell’estremismo islamico. Tutti elementi che evidentemente a Palazzo Garmapi sono passati inosservati o non meritevoli di attenzione”.
“Mi auguro comunque che l’Amministrazione Gnassi almeno sappia ascoltare e accogliere le istanze dei residenti di Borgo Marina, il loro grido di allarme e le loro rimostranze. In tal caso, la levata di scudi dei Comitati cittadini contro le microaree nomadi sarebbe servita a qualcosa”.

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