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Il capobranco degli stupri non pentito, freddo e distaccato. La sua gang temuta a Vallefoglia per la prepotenza

Cronaca Rimini | 13:26 - 03 Settembre 2017 Il capobranco degli stupri non pentito, freddo e distaccato. La sua gang temuta a Vallefoglia per la prepotenza

Freddo, quasi distaccato. Così è parso il ventenne congolese arrestato dalla polizia per gli stupri di Rimini agli agenti che lo hanno catturato. Guerlin Butungu è arrivato in stazione a Pesaro intorno alle 5 ; è stato osservato e in qualche maniera spinto a salire su un convoglio diretto a Milano. La polizia in borghese ha poi accerchiato lo scompartimento e, a Rimini, quando non aveva altre persone vicine, è stato bloccato. Al momento ha cercato di negare poi ha ammesso tutto. Nessun sentimento di pentimento o pianto.



È stato portato in carcere il quarto uomo arrestato dalla polizia di Stato con l'accusa di aver partecipato alla doppia violenza sessuale di gruppo commessa nella notte tra il 25 e il 26 agosto scorso a Rimini. Il giovane congolese di 20 anni è arrivato in Italia nel 2015 come richiedente asilo per motivi umanitari. Era stato affidato a una cooperativa di Cagli, nel Pesarese. Stamani alle 5.20 ha preso il treno dalla stazione di Pesaro; secondo gli investigatori era diretto verso il nord Italia e con molta probabilità all'estero, forse in Francia. Addosso non aveva alcun biglietto. Alle 5.40 è stato arrestato quando il treno si è fermato alla stazione di Rimini. I suoi spostamenti erano monitorati dalla polizia attraverso le celle telefoniche. Quando gli agenti sono saliti sul treno, si trovava da solo nel vagone. In un primo momento ha cercato di negare la sua identità ma i documenti che aveva con sé hanno confermato che si trattava del quarto ricercato per gli stupri commessi una settimana fa.

Negli ultimi due mesi c'è stato come un black out di informazioni sulla presenza di Guerlin Butungu, il ventenne congolese arrestato per gli stupri di Rimini, a Pesaro e a Vallefoglia. È uscito dalla comunità casa Freedom e di lui non si sono avute più notizie. Butungu non aveva un lavoro stabile, non aveva un'auto ma, da quel che si sa, una forte rete di conoscenze. Secondo gli investigatori, sarebbe a capo di un gruppo di minorenni, tra cui i due fratelli marocchini che si sono consegnati ieri ai carabinieri, con a carico furti, piccolo spaccio, atti di violenza spicciola. Il ventenne sarebbe stato il loro leader, pur senza apparire. Non avendo auto, i giovani si spostavano in autobus o in treno. A Vallefoglia erano temuti, perché, a quanto pare avevano atteggiamenti prepotenti. Il sindaco Palmiro Ucchielli dice: "Non c'erano segnali di delinquenza evidenti, almeno dal mio punto di vista". Fino all'altro ieri.

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