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Stupri Rimini, Vicesindaco Lisi: 'donna vittima, vecchio retaggio di considerarla una proprietà dell'uomo'

Attualità Rimini | 13:15 - 02 Settembre 2017 Stupri Rimini, Vicesindaco Lisi: 'donna vittima, vecchio retaggio di considerarla una proprietà dell'uomo'

Proseguono le indagini sui terribili fatti di Miramare, ma nel contempo nell'opinione pubblica si fa incandescente il dibattito sugli stupri. Il Vicesindaco di Rimini Gloria Lisi torna sul tema della violenza sulle donne, sottolineando che, secondo l'ultimo rapporto Istat, 4,5 milioni di donne italiane (il 21%) è stata costretta a compiere atti sessuali, mentre 1 milione e mezzo ha subito uno stupro o un tentativo di stupro.  "Numeri agghiaccianti e oltretutto incompleti, se si pensa alla difficoltà di molte vittime di denunciare gli abusi subiti, per vergogna, per paura o spesso perché l’abuso si consuma nel luogo dove più ci si dovrebbe sentire protetti, ovvero tra le mura domestiche", spiega il Vicesindaco Gloria Lisi, che menziona lo stupro della spiaggia di Miramare, ma anche l'aggressione a Gessica Notaro, non uno stupro, ma un'agghiacciante violenza subita dalla ragazza, sfigurata con l'acido. Il pensiero va dunque alla vittima dell'atto violento. Spiega la Lisi: "Sull’onda dell’emozione di questi giorni possiamo lanciare le proposte più disparate, draconiane o sociologiche, ma non c’è soluzione efficace se non si affronta di petto e in maniera concreta il tema del ruolo della donna e del diffuso senso di impunità per chi si arroga il diritto di sfruttarne il corpo a suo piacimento, facendo leva su un senso di proprietà retaggio di un passato che eravamo convinti di aver superato". Ci sono anche critiche per chi utilizza questo fenomeno "per fare campagna elettoriale, tanto a livello locale quanto su scala nazionale". Conclude la Lisi: "E’ una questione di cultura, di educazione e di formazione, aspetti imprescindibili che solo chi ha un approccio superficiale al tema può sottovalutare. Anche da questo punto di vista è impegnata la “Casa delle donne” del Comune di Rimini, che dal 2004 accoglie ogni giorno tutte le donne costrette a subire violenze magari più striscianti, che si consumano nel silenzio e che invece devono venire a galla. Un’attività di ascolto, di aiuto e di informazione indispensabile per contrastare una vera piaga sociale, che come tale va affrontata”.

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