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Addio 'piadina e racchettoni': via al ribaltone, Rimini punta a diventare meta culturale e sportiva

Attualità Rimini | 14:36 - 18 Agosto 2017 Addio 'piadina e racchettoni': via al ribaltone, Rimini punta a diventare meta culturale e sportiva

L'estate 2017, caratterizzata da un dominio dell'alta pressione e da temperature roventi, ha favorito un notevole afflusso di cittadini e turisti sulle spiagge. Ma il futuro turistico di Rimini non può essere certo circoscritto alla spiaggia o al "divertimentificio" dei locali notturni, usando un'espressione molto cara all'ex Presidente della Provincia Stefano Vitali. La nota testata "Business Insider Italia" dedica ampio spazio al progetto di cambiamento di Rimini al vaglio dell'Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Andrea Gnassi, il promotore di questo cambiamento che, secondo BII, unisce le "best pratices del Nord Europa in tema ambientale" alla "tutela del territorio, all'arte e alla cultura", senza dimenticare lo sport. "Se non evolviamo, moriremo", è il virgoletto del Sindaco Gnassi che secondo BII è una vera e propria bestemmia nella terra dei racchettoni, dei motori, dei bagnini e della piadina, nel senso che a pelle non servirebbe il cambiamento, per Rimini, nota in tutto mondo per le spiagge e il relativo intrattenimento turistico.
 

Il cambiamento di Rimini passa dal rifacimento del sistema fognario, da un blocco dell'erosione del territorio (respinte oltre 8.000 richieste di nuovi costruzioni), fino ad arrivare all'ambizioso progetto del "parco del mare", alla realizzazione di un percorso per l'attività fisica con palestre outdoor o indoor, centri benessere, ristoranti e le immancabili piste ciclabili, vero cavallo di battaglia dell'amministrazione Gnassi. 
 

Infine Business Insider Italia dedica ampio spazio alle iniziative assunte in ambito culturale: dagli interventi di riqualificazione di Piazza Malatesta e del teatro Galli, dalla nascita del museo dedicato a Fellini, al recupero del Fulgor, fino alla passerella sulle acque del ponte di Tiberio, progetto che in realtà ha diviso l'opinione pubblica e scatenato le proteste anche dell'associazione culturale Italia Nostra.

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