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L'indiscreto: Rimini Calcio, un girone per realizzare i propri sogni. Da Castelveltro alla Serie A?

Sport Rimini | 10:56 - 12 Agosto 2017 L'indiscreto: Rimini Calcio, un girone per realizzare i propri sogni. Da Castelveltro alla Serie A?

Come in ogni romanzo che si rispetti, non mancano le citazioni storiche. Dal classico “Nemo profeta in patria” alla più ricercata frase di Luigi XIV: “L’impazienza della vittoria genera sicuramente la sconfitta”. Alle ore 18 di venerdì 11 agosto, mentre più della metà della popolazione biancorossa era alle prese con l’aperitivo o in termine di generazione odierna nell’Apricena, Grassi  avrebbe stappato una bottiglia di Berlucchi assieme al Ds Pietro Tamai. I due avrebbero così accolto la notizia dell’intromissione del Rimini nel girone D della nuova serie D. Scongiurato il pericolo del Girone F – sicuramente più affascinante e ricco di insidie- quello trasmesso ieri dalla Lega Nazionale Dilettanti risulta essere più abbordabile, ma questo non significa che certamente la vittoria sia scontata ma sicuramente possibile.  Sogni di gloria possibili per una dirigenza inesperta (solo in fatto di esperienza  ovviamente)che potrebbe ritrovarsi nel giro di un biennio dai campi di calcio dietro casa al palcoscenico della Lega Pro. Immagino già i titoli di giornale, che mi riportano in mente la canzone di Adriano Celentano e Claudia Mori: “Siamo la coppia più bella del mondo”, riferimento scontato per Grassi e Tamai.

A Mirabilandia l’imperativo dettato dal patron biancorosso fu: “ Vincere-Vincere-Vincere!”. Ma domani è un altro giorno, ed ecco che alla festa notturna tra un drink e l’altro l’imperativo diventa quello di bere: ”Bere-Bere-Bere!”. In dieci anni il Rimini sarà in serie A. L’augurio è quello di riuscirvi. Nel frattempo torniamo con i piedi per terra cercando di raccontarvi il Rimini visto all’opera in questa gestione “grassiana” appartenente all’ attuale stagione.

Da dove partiamo? Miracolo Rimini, Fenomeno Rimini, Favola Rimini e Modello Rimini, queste le espressioni più utilizzate. I forzati del luogo comune sono ricorsi all’iperbole per raccontare una squadra che di iperbolico ha soprattutto la normalità. Normale la strategia societaria, con un budget che non consente deroghe; normale la composizione del gruppo, che esclude presenze bizzarre; normale il progetto tattico, dimensionato sulle caratteristiche dei giocatori e non su un modulo prefissato. Alla base di tutto, con funzioni di catalizzatore, un tecnico come Simone Muccioli, che verrebbe spontaneo definire “Normal One”, se il suo calcio non fosse invece l’espressione di una ricerca costantemente aggiornata con i suoi collaboratori pronti a supportarlo per ogni evenienza. Il piacere dell’innovazione coniugato con i dettami dell’esperienza. E corroborato, finalmente, dall’unico elemento che è fonte di sicurezza: il risultato. Occhio a Grassi in questo caso, la sua voglia di vincere deve misurarsi con il fattore pazienza. Ricordate Cari nella gestione De Meis? Fu messo alla porta dopo le sconfitte con Este e Fiorenzuola ma confermato dalla società per poi esplodere vincendo un campionato già a gennaio.

Si usa dire che nel calcio, come nella vita, è la qualità a garantire alla lunga frutti adeguati. Ma i tempi del calcio, con quella clessidra continuamente capovolta prima di completare il travaso, sono spesso indecifrabili e il criterio meritocratico finisce per diventare un optional prima ancora che una regola. A tracciare le rotte del destino, e ad accelerarne gli esiti, interviene talvolta la casualità, vedi l’allontanamento inaspettato di Mastronicola e la prima partita ufficiale dell’anno, in coppa, che ti vede fronteggiare contro la tua ex squadra (Romagna Centro). Sotto questo profilo Muccioli offre solide garanzie sia per l’abitudine a lavorare sul campo e a dare spazio alla parte didattica, sia per quelle qualità morali che sono alla base di qualsiasi impresa. Senza trascurare il desiderio di misurarsi in una piazza affascinante ed ambiziosa. A consolidare il rapporto è poi scattato il feeling tra Muccioli e il patron, convinto assertore del senso di appartenenza che il Rimini ha fatto proprio in occasione della volata vincente in Eccellenza. Non a caso, al momento di elaborare il progetto per la serie D, discorso under a parte, si è optato per la riconferma in blocco  o quasi della squadra promozione, assecondando il tecnico nei rinforzi per la campagna acquisti con alcuni suoi pupilli giunti in riva all’Adriatico direttamente da quell’entroterra cesenate tanto odiato dai supporters biancorossi.

Ci sono società modello tanto per non andare lontano, che hanno ottenuto una doppia promozione dalla Lega Pro alla Serie A come il Modena nei primissimi anni 2000 , se Grassi parla di serie A come obiettivo raggiungibile, in attesa di Milan, Juventus, Inter,   invitiamo a partire da questo girone segnalando come  prima notizia che lo Sporting Trestina non è la Triestina (come qualcuno pensa ), bensì una società umbra allenata in passato anche dall’ex calciatore della Ternana e Messina Riccardo Zampagna. In attesa di palcoscenici come San Siro, San Paolo, Stadium tra un Berlucchi e un panino alla porchetta il Rimini sarà impegnato in  queste piazze:

Castelvetro, Colligiana, Correggese, Fiorenzuola, Forlì, Imolese, Lentigione, Mezzolara, Montevarchi, Pianese, Rimini, Romagna Centro, Sangiovannese, Sammaurese, Sansepolcro, Sasso Marconi, Sporting Trestina, Tuttocuoio, Vigor Carpaneto, Villabiagio.

Da Castelvetro alla serie A passeranno ancora certamente degli anni, ma un giorno su queste pagine ci piacerebbe ricordare una scalata che sa più di salita verso un Castello che di un fascino visto dietro il vetro di una vetrina.

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