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Allerta incendi nei boschi per il grande caldo: aumentano pattuglie pompieri, a Rimini anche 279 volontari

Attualità Rimini | 15:09 - 05 Agosto 2017 Allerta incendi nei boschi per il grande caldo: aumentano pattuglie pompieri, a Rimini anche 279 volontari

 Più pattuglie dei Vigili del Fuoco contro gli incendi boschivi e due elicotteri a disposizione per interventi sull'intero territorio regionale. Nei mesi estivi si rafforza il presidio del territorio con l'aggiunta di 9 squadre specializzate, sempre pronte ad agire in caso di necessità da Piacenza a Rimini con 45 uomini e donne. In supporto ai Vigili, il volontariato di protezione civile impegnato nel presidio dei punti di avvistamento sui boschi, nelle operazioni di spegnimento e bonifica. Ai Carabinieri forestali il ruolo di monitoraggio e controllo del territorio, in funzione preventiva, e l'applicazione delle sanzioni. Lo prevede il nuovo Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2017-2021, approvato dalla Giunta regionale al termine di un percorso con tutti i soggetti interessati: oltre alla Regione, Vigili del Fuoco, Carabinieri forestali, volontariato di protezione civile, Anci, Uncem, Parchi nazionali ed Enti di gestione per i parchi e la biodiversità. Il documento recepisce le novità derivanti dal mutato assetto istituzionale in materia di competenze delle Province e dall'assorbimento del Corpo Forestale dello Stato da parte dell'Arma dei Carabinieri. Ad affiancarlo, un pacchetto da 10 mln che il Piano di sviluppo rurale mette a disposizione fino al 2020 per prevenire i roghi nelle aree forestali e ripristinare i danni causati ai boschi. Tra questi: azioni per favorire lo sviluppo e la selezione della vegetazione forestale autoctona, diradamenti, taglio di piante o ceppi morte o irrecuperabili, potature, eliminazione di specie infestanti, strutture di protezione dalla fauna; rimboschimenti con specie autoctone. "A fronte di novità normative importanti, tra le prime Regioni in Italia l'Emilia-Romagna si è dotata di una nuova organizzazione per rispondere in modo sempre più efficace a questo tipo di emergenza - afferma l'assessore regionale alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo - Negli ultimi 5 anni abbiamo destinato oltre 4 milioni e mezzo di euro per strutture operative, attrezzature e spese di personale impegnato nell'antincendio boschivo e confermeremo le risorse nel prossimo quinquennio. Le risorse serviranno per proseguire l'azione che già oggi ha portato la Regione ad avere un coefficiente di aree percorse dal fuoco sul totale dei boschi tra i più bassi a livello nazionale. Già lo scorso inverno, causa siccità, si erano sviluppati inconsueti incendi in Appennino. Ora il rischio è aumentato anche per le temperature molto elevate". "Al centro del Piano poniamo la prevenzione, l'efficienza nella gestione dell'emergenza, l'informazione e la sensibilizzazione della popolazione a partire dagli studenti delle scuole", continua Gazzolo. "Entro 6 mesi approveremo anche il nuovo regolamento forestale che inasprirà il regime delle sanzioni, che vogliamo estendere anche a tutte le azioni capaci di determinare anche solo l'innesco di incendi in ogni momento dell'anno". Il coordinamento delle attività di antincendio è in capo alla Sala operativa unificata permanente (Soup), attiva dall'1 luglio al 30 settembre, dalle 8 alle 20, presso l'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile. A supporto operano le Prefetture e i Comuni. Di notte è attivo un servizio di reperibilità H24, la risposta alle chiamate d'emergenza viene garantita dalle sale operative dei Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco. Squadre dei Vigili del Fuoco e del volontariato di protezione civile svolgono attività di avvistamento, prevenzione e spegnimento incendi, mentre i Carabinieri attivano pattuglie per attività di prevenzione e repressione. Nuove competenze sono riconosciute ai Sindaci: a loro il compito di organizzare eventuali e ulteriori attività di sorveglianza e avvistamento degli incendi su base comunale, ordinare l'evacuazione della popolazione e coordinarne le operazioni, fornire ogni supporto alle forze impegnate nello spegnimento e nella successiva bonifica. L'Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile, con Vigili del Fuoco e Comando Regione Carabinieri Forestale, cura la realizzazione di campagne per responsabilizzare la cittadinanza, descrivere come si sviluppano gli incendi nei boschi, come evitarli, cosa fare in caso di avvistamento. Sono in tutto 1.780 i volontari disponibili per la campagna antincendio boschivo di quest'anno: 196 a Piacenza, 192 a Parma, 92 a Reggio Emilia, 358 a Modena, 135 a Bologna, 81 a Ferrara, 300 a Ravenna, 147 a Forlì-Cesena e 279 a Rimini. A loro disposizione, 58 mezzi di spegnimento messi a disposizione grazie alle convenzioni tra i Coordinamenti provinciali del volontariato di protezione civile e l'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile. In Emilia-Romagna la superficie boschiva è cresciuta del 20% negli ultimi trent'anni e oggi copre 611 mila ettari, circa un terzo dell'intero territorio. Le foreste interessano quasi esclusivamente l'alta collina e la montagna, mentre solo il 3% è presente nella fascia territoriale della pianura. Il 20% dei boschi regionali è compreso nelle aree protette e il 30% si trova all'interno di aziende agricole. Negli ultimi anni la superficie forestale percorsa dal fuoco ha subito variazioni imputabili anche all'andamento climatico piuttosto irregolare. Il picco si è registrato nel 1998, quando sono bruciati 1530 ettari in 213 incendi. Da quando sono partite le rilevazioni, il valore medio si attesta sui 375 ettari all'anno. Nel 2015, ultimo dato ufficiale disponibile, si sono contati 51 roghi che hanno interessato una superficie di 158 ettari. Il Piano regionale individua una mappa dei punti di approvvigionamento dell'acqua per lo spegnimento dei roghi. Oltre al mare, se ne contano 1.289 da Piacenza a Rimini tra invasi, corsi d'acqua, vasche e piscine: 176 nel piacentino, 13 nel parmense, 171 nel reggiano, 152 nel modenese, 149 nel bolognese, 45 nel forlivese-cesenate, 174 nel riminese, 5 nel ferrarese e 404 nel ravennate.

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