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Caldo record e siccità in Alta Valmarecchia: almeno 10 milioni di danni per l'agricoltura

Attualità Novafeltria | 07:54 - 05 Agosto 2017 Caldo record e siccità in Alta Valmarecchia: almeno 10 milioni di danni per l'agricoltura

È altissimo il conto che dovrà pagare il mondo agricolo della provincia riminese per il caldo incessante e le alte temperature che da mesi attanagliano i campi ed il bestiame della provincia di Rimini. Da un’analisi fatta dall’assessore all’agricoltura del comune di Maiolo Leonardo Sacchetta, la siccità sta causando enormi danni. Le principali colture danneggiate, prevalentemente ubicate in area collinare sono, i cereali primaverili-estivi: mais e sorgo; le colture portaseme, le colture ortive per la produzione di seme (cipolla, bietola, ravanello, carota); le erbacee industriali: girasole e pomodoro da industria; le foraggere: erba medica; le patate, i vigneti e gli oliveti. Ma sono interessate anche altre colture, quali alcune specie frutticole a maturazione tardiva e le foraggere in area montana. 

L’estensione territoriale delle aree interessate a livello provinciale, potenzialmente, potrà interessare circa 25.000 Ha di SAU (Superficie Agricola Utilizzata) su circa 35.000 Ha di SAU totale provinciale, rimarranno escluse solamente alcune zone di pianura dove viene praticata l’irrigazione. La stima presumibile dei danni alle coltivazioni, per le aree interessate, supererà i 10 milioni di euro, a questi andranno aggiunti i danni provocati agli allevamenti, come il calo di produzione del latte e della carne. Il bestiame che si trova al pascolo, viene alimentato con il foraggio che tutti i giorni, gli allevatori sono costretti a portare unitamente all’acqua per abbeverarli.

La Regione, prosegue Sacchetta, ha presentato richiesta di stato di calamità naturale al ministero delle Politiche Agricole. La misura, solitamente prevede per le aziende, la sospensione delle rate dei mutui bancari, il blocco dei pagamenti dei contributi assistenziali e previdenziali, l’accesso al fondo per il ristoro dei danni.

 Tenuto conto dell’eccezionale siccità, sicuramente dovrebbero essere estesi i benefici del fondo anche alle aziende agricole che potevano sottoscrivere assicurazioni, per le quali lo Stato interviene con un contributo sulla polizza assicurativa.

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