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Sparatoria San Giuliano: scattano le manette per 33enne riminese, terzo responsabile del tentato omicidio di Mulargia

Cronaca Rimini | 11:05 - 28 Luglio 2017 Sparatoria San Giuliano: scattano le manette per 33enne riminese, terzo responsabile del tentato omicidio di Mulargia

Nuovi sviluppi nell’indagine relativa al tentato omicidio di Augusto Mulargia, avvenuto a Rimini la sera del 5 aprile 2016. Giovedì i carabinieri del nucleo investigativo di Rimini, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica  Luca Bertuzzi, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Rimini nei confronti di C. G., 33 enne riminese, in quanto ritenuto responsabile del tentato omicidio di Augusto Mulargia, avvenuto in via Carlo Zavagli dove risiedeva la vittima. Per l’episodio erano già finiti in manette Emanuel Karim Camaldo, quale appartenente al gruppo di fuoco, arrestato il 27 giugno 2016 e già condannato a 5 anni e mesi 8 di reclusione con giudizio abbreviato lo scorso 26 giugno, e Attilio Da Corte Zandatina, il mandante dell’agguato arrestato il 28 luglio 2016. Le attività tecnico-investigtive hanno permesso di raccogliere un quadro probatorio chiaro, preciso e concordante anche nei confronti di C. G., quale appartenente al gruppo di fuoco, che è stato peraltro rafforzato ancor più dalle dichiarazioni rilasciate il giorno 21 aprile 2017 da Emanuel Karim Camaldo. Secondo l’accusa il 33enne era alla guida della Smart dalla quale Camaldo ha esploso contro Mulargia due colpi d’arma da fuoco. All’uomo è anche contestato, in concorso morale e materiale con Camaldo, di aver detenuto e portato illecitamente in luogo pubblico un’arma comune da sparo, di calibro compatibile con proiettili per arma corta in calibro 9 mm/38”/357”, poi utilizzata nell’agguato. Le indagini hanno anche consentito di appurare che C. G. e Da Corte hanno provveduto anche al pagamento delle spese legali per la difesa di Camaldo, a seguito di un pregresso accordo in tal senso in caso di imputazione. Il giudice, nell’ordinanza emessa, ha valutato il pericolo di reiterazione del reato in considerazione dell’estrema gravità dei fatti contestati, essendosi trattato di un vero e proprio agguato potenzialmente mortale, nonché della personalità dell’indagato, soggetto recidivo infraquinquennale, gravato da una condanna per i reati di rapina e tentata rapina aggravata. I carabinieri hanno rintracciato l’uomo nella propria abitazione e, al termine delle formalità di rito, lo hanno portato nel carcere dei Casetti dove si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria. Dovrà rispondere delle pesanti accuse di tentato omicidio, con l’aggravante della premeditazione, nonché di porto abusivo di arma comune da sparo.

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