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36 persone coinvolte nella truffa 'Money for money'

Cronaca Rimini | 22:34 - 21 Luglio 2008 36 persone coinvolte nella truffa 'Money for money'

Buste paga e posizioni previdenziali false per raggirare una finanziaria di Rimini, ottenendo prestiti mai restituiti. E' questa la truffa scoperta dalla Polizia Postale che vede indagato un riminese di 51 anni, considerato il capo, denunciato per associazione a delinquere insieme ad altre 35 persone. Le indagini sono durate due anni e sono partite dalla richiesta dell'uomo di aprire un conto corrente in un ufficio postale cittadino, ma non intestato a suo nome, bensì a quello di un presunto nipote. La scusa era che il giovane non poteva firmare i documenti in quanto aveva la mano ingessata. In realtà di conti, in questo modo, il riminese ne aveva già aperti altri cinque: dovevano servire a 'ripulire' il denaro ottenuto con i finanziamenti mai restituiti. Ma la direttrice dell'ufficio postale ha fiutato il raggiro e ha messo sull'avviso la polizia.

E' scattata così l'operazione 'Money for money', basata anche sulle operazioni compiute da un uomo di Sassofeltrio (Pesaro), 39 anni, complice del 51enne e dipendente della finanziaria riminese Net Plus: certificava le richieste di finanziamenti grazie a documenti falsi, arrivando a distrarre 350.000 euro. Producendo buste paga fasulle, di aziende a volte vere (e in questo caso ignare) e a volte inesistenti, alcuni prestanome le usavano a 'garanzia' delle richieste dei fondi presentate alla finanziaria. Il 20% dei quali restava a loro in pagamento e il resto andava agli organizzatori della truffa. I prestanome a volte erano inconsapevoli: tossicodipendenti o persone bisognose di denaro, venivano reclutati da un terzetto di napoletani, attraverso annunci di lavoro, in un hotel di Cesenatico. Quando i poveretti mostravano i propri documenti, questi venivano fotocopiati e usati per i raggiri e, invece del lavoro onesto, dopo un po' si vedevano recapitare a casa i 'protesti' per le rate non pagate dei prestiti intestati a loro.