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Cinghiali in Alta Valmarecchia, è guerra tra agricoltori e cacciatori: 'Andremo in piazza con i forconi'

Attualità Novafeltria | 15:55 - 13 Luglio 2017 Cinghiali in Alta Valmarecchia, è guerra tra agricoltori e cacciatori: 'Andremo in piazza con i forconi'

Se nessuno ci ascolta, andremo in piazza con i forconi, questo il grido di rabbia  e di disperazione che hanno lanciato gli agricoltori dell’Alta Valmarecchia in occasione dell’incontro sul nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale organizzato dalla Federazione Coltivatori Diretti  tenutosi a Novafeltria, ci fa sapere l’assessore all’agricoltura del comune di Maiolo Leonardo Sacchetta.

Non ce la facciamo più, i nostri campi, i nostri raccolti sono devastati da branchi di cinghiali, il nostro bestiame è continuamente a rischio di morte perché una parte di quel terreno durante le lavorazioni, finisce nei foraggi, causando gravissimi danni alla salute dei nostri animali. 

Lo scontro si fa sempre più marcato tra il mondo venatorio e quello agricolo. I cacciatori, vengono accusati  di abbattere un numero molto limitato di cinghiali per avere così sempre a disposizione animali  da cacciare. Ora, gli agricoltori, non si fidano più ed hanno detto basta chiedendo alla Regione che venga dato a loro il controllo dei cinghiali nei loro terreni.

In questi ultimi anni tutto è andato peggiorando, grazie a inverni miti ed alla nascita di ibridi si hanno cinghiali molto più prolifici, un numero così alto, in grado di devastare un intero territorio come quello dell’ Alta Valmarecchia.

Anche il Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello è stato accusato di essere un “serbatoio” di cinghiali, nonostante che lo stesso parco ne abbia autorizzato gli abbattimenti, ma per una maldestra legge ci fa sapere Sacchetta, sia nella zona parco che nell’area limitrofa, possono andare a cacciare solamente i pochi residenti del comune.

La Regione, hanno assicurato  i suoi funzionari ha inserito nel nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, norme molto più restrittive a difesa degli agricoltori, con vincoli di comportamento ai quali debbono sottostare  gli ATC (Ambiti Territoriali di Caccia) che altrimenti saranno esclusi dagli abbattimenti dei cinghiali per essere poi sostituiti o  dalle guardie  provinciali oppure  da squadre di professionisti esterni.

La misura è colma, si lasciano andare nei commenti gli agricoltori, ma prima di essere costretti a dovere abbandonare le nostre aziende, il nostro lavoro e quello dei nostri padri che con tanta  fatica e sudore hanno creato, lotteremo contro ogni istituzione ed ogni forma di inutile burocrazia.

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