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Ausl e riorganizzazione ospedaliera, intervento del Sindaco di Novafeltria: "ora tocca alla medicina territoriale"

Attualità Novafeltria | 08:40 - 11 Gennaio 2017 Ausl e riorganizzazione ospedaliera, intervento del Sindaco di Novafeltria: "ora tocca alla medicina territoriale"

Dopo l'approvazione delle linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera, da parte dell'Ausl Romagna, interviene il sindaco di Novafeltria Dott Stefano Zanchini:

Lunedì mattina la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Ausl Romagna composta dai 73 sindaci della Romagna, ha approvato le “Linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera”, un grosso lavoro fatto di proposte e di ascolto e che ha condotto ad una sintesi equilibrata e ampiamente condivisa fra le istanze dei territori romagnoli nel rispetto dei vincoli e normative di legge.

Con questo documento si identifica meglio la Ausl Romagna con l’insieme dei suoi servizi e specializzazioni, nel rispetto anche delle vocazioni e specificità territoriali. Questo atto rappresenta la cornice della futura sanità romagnola dove individuare e quindi garantire i servizi migliori in area vasta.   

In veste di sindaco di Novafeltria e assessore alla sanità e servizi sociali dell’Unione dei Comuni della Valmarecchia posso ritenermi soddisfatto dei risultati al momento raggiunti, sia per l’Ospedale di Novafeltria che per l’Ospedale di Santarcangelo. In questi mesi abbiamo lavorato, partecipato a tutte le riunioni della CTSS, ai Comitati di Distretto elaborando un documento sottoscritto da tutti e 10 i Sindaci della Valmarecchia per il riconoscimento dello status di Ospedale in zona disagiata per il Presidio di Novafeltria e per il riconoscimento e mantenimento della specializzazione senologica all’Ospedale di Santarcangelo. Lo stesso documento è stato accolto, condiviso e formalizzato in un ordine del giorno dai Distretti Sanitari Nord e Sud della Provincia di Rimini e trasmesso alla Direzione Generale dell’Azienda prima della stesura del documento finale. Un risultato questo non per nulla scontato e frutto di partecipazione, condivisione, mediazione fra tutte le istanze avanzate dal nostro territorio provinciale, ma che ha sicuramente sostanziato e valorizzato le nostre legittime richieste. Per Santarcangelo abbiamo raggiunto il risultato di specificare meglio che il suo Ospedale non sarà una mera articolazione della senologia aziendale ma attraverso la sua Unità Semplice sarà un perno essenziale insieme a Forlì e a Ravenna della senologia di Area Vasta dotata di autonomia organizzativa e gestionale descritta dalla normativa del contratto collettivo nazionale relativo a tale tipologia di struttura. Non si perde ciò che c’è oggi ma si va a qualificare una specializzazione nell’ambito di una riorganizzazione generale ospedaliera. Per Novafeltria è stato garantito in accoglimento della richiesta avanzata dall’Ufficio di Presidenza della Regione e in ottemperanza al decreto Balduzzi (punto 9.2.2) il riconoscimento di Presidio in area disagiata con i servizi che questo comporta.  Con il sindaco di Santarcangelo Alice Parma con il quale ho condiviso questo percorso, con gli altri sindaci della Valmarecchia, e con i comitati di distretto, abbiamo chiesto che anche il PAL (Piano Attuativo Locale) venga discusso e condiviso con noi al fine di accogliere al meglio i bisogni del territorio.

Sarà infatti il PAL quale strumento programmatorio a dare contenuti e ad entrare nel merito dei servizi e prestazioni a livello locale.  Qui ci aspetta un periodo di impegnativa “contrattazione” perché come amministratori locali siamo interpreti e portavoce dei tanti bisogni del nostro territorio al quale devono essere garantiti oltre i servizi e prestazioni ospedalieri, quelli distrettuali e di prossimità con un reale sviluppo delle cure intermedie. Se vogliamo adeguatamente rispondere alla formula citata anche nel documento appena approvato “meno reparto, più ambulatorio”  sarà fondamentale impegnarsi per garantire prestazioni e funzioni che avvicinino i servizi sociali e sanitari alle persone (e non sempre le persone ai servizi) coinvolgendo e supportando in questo percorso anche i famigliari e il mondo del volontariato ma tenendo in debito conto anche i dati orografici e demografici peculiari del nostro territorio”.    

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