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Lunedi' sciopero generale unitario contro la manovra

Lunedi' sciopero generale unitario contro la manovra Attualità Nazionale
11:11 - 10 Dicembre 2011

Lunedì 12 Dicembre Cigl, Cisl, Uil e Ugl hanno proclamato lo sciopero generale unitario contro la manovra presentata dal governo Monti. Forti preoccupazioni sono state espresse da CGIL, CISL e UIL sulle conseguenze che questi provvedimenti possono determinare su lavoratori dipendenti e pensionati e sulle prospettive di sviluppo del Paese.

Segue la nota dei sindacati

Le Segreterie territoriali della provincia di Rimini di CGIL, CISL e UIL reputano importante e opportuna la proclamazione nazionale unitaria dello sciopero generale di lunedì 12 dicembre.
Uno sciopero unitario che, nella nostra provincia, sarà di 4 ore, esclusi edilizia e commercio che si asterranno dal lavoro per l’intera giornata. Trasporti e pubblico impiego, invece, sciopereranno unitariamente nei prossimi giorni.

A Rimini è previsto un presidio di fronte alla Prefettura per manifestare, anche da parte dei lavoratori e dei pensionati della nostra provincia, la disapprovazione delle misure contenute nella manovra economico finanziaria del Governo Monti, che non rispecchia e non contiene i principi di sviluppo ed equità.

Ancora una volta a pagare sono sempre e solo i lavoratori ed i pensionati. La mancata indicizzazione delle pensioni, l'innalzamento del requisito per le pensioni di anzianità, la reintroduzione della tassa sulla prima casa, l'aumento dell'addizionale Irpef regionale, dell’Iva e delle accise su benzina e gasolio, sono misure che ci dicono, ancora una volta, che si fa cassa con i soliti noti.

Non ci sono, nella manovra, le misure necessarie per far ripartire il Paese e per affrontare la crisi: chi ha di più deve pagare di più a iniziare da chi non ha mai pagato.  Equità, crescita e rigore, concetti enunciati dallo stesso Presidente del Consiglio, vengono disattesi. È necessario che venga affrontata, con urgenza, la “questione europea” attraverso una modifica del Patto di Stabilità e Crescita. Serve la convergenza fiscale, la tassazione delle transazioni finanziarie e la emissione degli Eurobond. La crisi impone la definizione di una nuova forma istituzionale e di governo dell'Europa.

Chiediamo discontinuità e coraggio a questo Governo e al Parlamento per introdurre correttivi alla manovra nel segno dell'equità. In particolare chiediamo che: rimanga l’indicizzazione per le pensioni medio basse; siano modificati gli interventi sulle pensioni di anzianità; siano tutelati tutti i lavoratori che sono e andranno in mobilità perché espulsi anticipatamente dal ciclo produttivo; sia più graduale l’innalzamento dell’età pensionabile per le lavoratrici; l’imposta sulla casa sia progressiva e l’esenzione aumentata (altrimenti ricade, soprattutto, sui redditi medio bassi) e che una quota del gettito vada ai Comuni (altrimenti saranno costretti a introdurre nuove tasse per finanziare i servizi ed il welfare locale); una maggiore trasparenza nelle operazioni bancarie e la riduzione della soglia della tracciabilità delle transazioni.
 
Chiediamo che si attui la riforma degli ammortizzatori sociali e un patto sociale per la crescita che ridia slancio all’economia e favorisca la ripresa dell’occupazione attraverso la concertazione con le parti sociali.

Per CGIL, CISL e UIL, a parità di saldi, si devono recuperare più risorse da: una sostanziale riduzione dei costi della politica, il ridimensionamento dei livelli istituzionali che non pregiudichi l’esercizio della democrazia; un’imposta sulle grandi ricchezze e una incisiva lotta all’evasione e al lavoro sommerso con misure efficaci e certe, anche  per il sostegno della buona occupazione giovanile e femminile; la riduzione delle spese militari; una riforma del fisco che premi il lavoro dipendente, i giovani, le donne e la famiglia; la tassazione vera dei capitali scudati; la vendita e il canone sulle frequenze televisive.

Sappiamo che il momento è grave e difficile e che sono in gioco la stabilità del nostro Paese, la moneta unica e l'Europa. Ma la straordinarietà della situazione non deve autorizzare il Governo a scaricare solo sui lavoratori e sui pensionati i durissimi sacrifici.

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